Astronoma


Sommario: "Non ci sono sogni, tranne quelli che hai sognato la mattina del Lampo." Ecco una storia con l'unica ragazza dell'agglomerato che si sveglia in tempo per vedere le Stelle.

Note: (Se non consci il libro: Through the Flash / Oltre il Lampo. Il mio ciclo temporale preferito.)



L'insegnante ti chiama alla cattedra. Il cuore ti batte fortissimo, come la prima volta, nonostante tutto. Perché proprio oggi? Ti piazza una timpulata sulla guancia e ti ricordi che solo grazie a lui puoi vedere le Stelle.

Ti svegli dall'incubo e ne riaffiora un'altro. Sapore di sangue in gola. Quattro e cinquanta- meno cinque ore al Suo risveglio. Ma hai le Stelle.

Non che siano granché, quelle visibili a occhio nudo sono una dozzina, anche in una casa isolata come la tua, ma sono tue. La Luna è a tre quarti, calante. La ringrazi perché non è piena, perché lascia spazio per le altre stelle. Ogni notte ti sembra di vederne qualcuna in più, e non sai se te le immagini e basta o se stai Accumulando.

Potresti svegliare il vicinato, cercare di organizzare qualche forma di resistenza, ma sarebbe inutile. Lei è più forte e veloce di chiunque, e poi la sveglieresti col rumore. Devi pensare alle tue Stelle.

Hai scordato i nomi delle costellazioni che sapevi e ora non hai il tempo di cercarle, quindi hai dovuto inventarne di nuovi: Quel triangolo lassù in cima è il Triangolo. Quella crocetta allungata è il Coltello. Laggiù, all'orizzonte, la Corona. Non riesci a pensare ad altro. Ti chiedi se le piacerebbe l'idea di una costellazione in suo onore.

Strappi la terza di copertina vuota di un libro e inizi a disegnare una carta stellare. Se vuoi farglielo sapere non puoi dirlo a voce. Strappi un'altra pagina vuota e scrivi la tua lettera. Stanotte non svegli nessun'altro, i tuoi non capirebbero. La chiamano demone, mostro, ma se al posto delle Stelle avessi un Coltello, anche tu diventeresti la Regina del cielo. Disegni una Luna piena, e la dedichi alla tua Regina Ama.

Forse stai impazzendo. Non riesci a pensare ad altro. Ma tanto che bisogno c'è? La tua vita sono le Stelle, l'Alba, i droni-uccelli e il suo Coltello. Se c'era qualcosa prima non lo ricordi. Gli orologi insistono che non arrivi neanche a un quarto del loro giro, ma gli orologi non ne sanno niente. Lo specchio fa vedere un ragazzino molto più giovane di te, con i ricci rasati ai lati, ma lui non ti risponde mai, quindi lo ignori. I libri dicono tante di quelle cose, ma è da un po' che quelle scritte nero su bianco non ti entrano più in testa. Li usi come materia prima.

Esci di casa con la tua lettera. Sei sotto le tue Stelle. Laila l'astronoma, non è un bel nome? Ti firmi e ripieghi la lettera. Il primo Lampo, l'Alba, sta per sorgere ad Est. Che strano che il secondo non sorge né ad Est, né ad Ovest. È da tanto che non lo vedi. Ti chiedi se, sopravvivendo oltre il secondo Lampo, ce ne sia un terzo ancora più caldo e luminoso, e poi un quarto, e così via. Come un abbraccio dal cuore del Sole.

Ti avvicini alla reggia della Regina e non sai se l'ansia che senti in gola è per la lettera o perché stai per suicidarti. Speri che la legga.

Sei a terra prima di accorgerti che si è svegliata. La Regina sembra infastidita, ti fa una domanda in una lingua che non capisci. Hai già scordato tutte le lingue della Terra? Nel dubbio le porgi la lettera e sorridi, ed è l'ultima cosa che fai prima di tornare alla cattedra.